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65 min

Il canto degli uccelli sta scomparendo dai nostri paesaggi, ma perché? Una conversazione con Ariel Brunner.

# | Giugno 2025

65 min

Pubblicato Febbraio 2026

Il canto degli uccelli sta scomparendo dai nostri paesaggi, ma perché? Una conversazione con Ariel Brunner.

Il canto degli uccelli sta scomparendo dai nostri paesaggi, ma perché? Nell’ultimo episodio di What the Field, ci sediamo con Ariel Brunner, Direttore Regionale di BirdLife International, per parlare del perché il drammatico declino delle popolazioni di uccelli in Europa non è solo una tragedia per gli amanti della natura, ma un segnale di allarme per il futuro dei nostri sistemi alimentari.

Grazie a decenni di esperienza nel campo della conservazione, Ariel ci spiega come l’agricoltura industriale abbia devastato la biodiversità, soprattutto degli uccelli di campagna, e come un ripensamento del modo in cui coltiviamo, consumiamo e organizziamo politicamente le cose potrebbe cambiare. Dalla scomparsa delle martore nel sud della Spagna all’espansione globale delle monocolture, spieghiamo come il nostro attuale modello di produzione alimentare sia ecologicamente insostenibile.

Ma questa non è solo un’altra storia di collasso ambientale. Ariel condivide anche esempi tangibili di speranza: progetti di collaborazione come “Olivares Vivos” che ripristinano la biodiversità negli uliveti e modi in cui gli abitanti delle città possono dare spazio agli uccelli anche senza un giardino.

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Puoi trovare altri episodi del nostro podcast qui.

Written by Emilia Aguirre

Emilia Aguirre

Emilia Aguirre è la nostra specialista in sensibilizzazione e advocacy — il che significa che passa le sue giornate a porre domande scomode su come il nostro cibo viene coltivato, prezzato, etichettato e venduto. Conduce What The Field?!, un podcast ricco di storie dal campo, ricerche d'impatto e conversazioni con chi sta plasmando il futuro dell'alimentazione (che lo voglia o meno).

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48 min

Perché l’agricoltura rigenerativa ha senso per gli affari

# | Dicembre 2025

E se il futuro dell’agricoltura non fosse solo migliore per la biodiversità e la salute del suolo, ma anche un investimento più intelligente a lungo termine? In questo episodio di What The Field?!, ci sediamo con Alessia Lenders, Responsabile dell’Impatto di SLM Partners, una società di investimento all’avanguardia che dimostra come l’agricoltura ecologica e i solidi risultati finanziari possano andare di pari passo. Il viaggio di Alessia nell’agricoltura rigenerativa non è iniziato nei campi, ma nel mondo della finanza tradizionale. Alla ricerca di soluzioni di investimento che potessero realmente migliorare la biodiversità, si è ritrovata a tornare sempre all’agricoltura: uno dei maggiori fattori di degrado ambientale, ma anche una delle maggiori opportunità di cambiamento. Oggi SLM Partners gestisce oltre 760 milioni di dollari in terreni agricoli e forestali negli Stati Uniti, in Australia e in Europa. Il loro approccio è semplice ma radicale: investire nella terra, collaborare con agricoltori qualificati e sviluppare sistemi rigenerativi che ricostruiscono il suolo, proteggono l’acqua e garantiscono una produttività a lungo termine. Cosa scoprirai in questo episodio 1. La logica economica alla base dell’agricoltura rigenerativa Alessia ci spiega perché il capitale a lungo termine e paziente si adatta naturalmente alle transizioni rigenerative: terreni più sani, flussi di reddito più diversificati (compresi i progetti sul carbonio in Australia) e aziende agricole più resistenti al clima. Lungi dall’essere un compromesso finanziario, i sistemi rigenerativi possono migliorare la redditività riducendo i costi dei fattori produttivi, stabilizzando le rese e attingendo ai mercati premium e biologici. 2. Perché gli investitori si rivolgono ai terreni agricoli I terreni agricoli si comportano in modo diverso dalle azioni e dalle obbligazioni, il che li rende un interessante diversificatore per gli investitori istituzionali. SLM aggiunge un ulteriore livello: aziende agricole rigenerative che possono superare i sistemi convenzionali nel lungo periodo, garantendo al contempo un impatto ambientale misurabile. 3. Il ruolo cruciale dell’agricoltore Il modello di SLM è quello dell’agricoltore in primis. Collabora con coltivatori esperti che vogliono espandersi ma non hanno il capitale per acquistare un terreno. SLM acquista il terreno, l’agricoltore lo gestisce ed entrambi si impegnano in una transizione rigenerativa adattata alle realtà locali. Il risultato è una partnership che sostiene i giovani agricoltori, protegge i paesaggi e dimostra che l’agricoltura ecologica può essere scalata. 4. Un quadro più chiaro grazie ai dati Dalla microbiologia del suolo alla modellazione dell’acqua, dagli indicatori di biodiversità alle stime del carbonio, SLM raccoglie una straordinaria quantità di dati per capire e comunicare come i paesaggi cambiano nel tempo. Questo permette di costruire modelli di business che anticipano la siccità, valutano la sicurezza idrica e verificano i risultati ecologici reali. 5. L’agricoltura rigenerativa non è una misura unica per tutti Che si tratti della transizione di mandorleti in Spagna, di pascoli in Australia o di aziende agricole miste negli Stati Uniti, lo SLM adatta i principi rigenerativi a ogni contesto. Per alcune aziende agricole, l’obiettivo è la certificazione biologica. Per altre, invece, si tratta di un approccio rigenerativo basato sui risultati e incentrato sulla salute del suolo, sulla biodiversità e sulla resilienza a lungo termine. Questo episodio si addentra più di quanto abbiamo mai fatto nei meccanismi finanziari alla base dell’agricoltura rigenerativa. È uno sguardo raro su come il capitale, l’ecologia e l’agricoltura si uniscono per costruire sistemi alimentari che funzionano sia per le persone che per il pianeta. Se ti sei mai chiesto se l’agricoltura rigenerativa sia davvero vantaggiosa dal punto di vista finanziario, ecologico o di entrambi, questa è la conversazione che non puoi perdere.  

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