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CrowdFarming

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Pubblicato Febbraio 2026

Un design, una stagione

Abbiamo passato anni a lavorare per cambiare il sistema agroalimentare, per connettere la società con l’origine del cibo: con la terra e con chi la lavora. Volevamo cambiare le dinamiche di un sistema che non faceva bene né all’agricoltore, né all’ambiente, né alla qualità dei prodotti che consumiamo. Oggi applichiamo la stessa mentalità a qualcosa che usiamo quotidianamente, ma che raramente associamo ai cicli della natura: i tuoi vestiti.

Presentiamo il nostro primo capo “Cultivated Garments” con l’edizione limitata di Primavera – la stagione dei nuovi inizi.



Questo progetto nasce da una richiesta ricorrente della nostra community. Molti di voi ci hanno chiesto un modo per portare i valori di CrowdFarming oltre lo schermo e la cucina. Volevate uno strumento per “metterci la maglia” — letteralmente — e condividere questo messaggio di rispetto per la terra nella vostra quotidianità. Questo capo è un modo per portare la community nel mondo fisico e iniziare conversazioni reali sull’origine delle cose tra le strade delle vostre città.

Una proposta semplice: un design, una stagione

Mentre l’industria della moda corre frenetica verso la prossima tendenza effimera, noi abbiamo deciso di alzare il piede dall’acceleratore. La nostra produzione deve essere un riflesso del mondo naturale; deve nascere, essere vissuta ed esaurirsi al ritmo scandito dalla natura stessa — la nostra principale fornitrice di risorse.

Vi presentiamo l’Edizione di Primavera: la stagione della rinascita, dove le radici si allungano e il suolo si risveglia. Questa edizione sarà disponibile solo finché le ultime arance convivranno sui rami con i fiori di zagara del prossimo raccolto. È la finestra temporale in cui raccogliamo i primi mirtilli nel sud della Spagna mentre in Germania gli arbusti si sono appena svegliati; quando le mandorle sono ancora verdi e tenere, e gli ulivi si coprono di quei piccoli fiori bianchi che annunciano la futura oliva.

Questa edizione limitata sarà disponibile seguendo il calendario astronomico: dall’equinozio di primavera, il 20 marzo, al solstizio d’estate, il 21 giugno. È il tempo di cui la terra ha bisogno per completare la sua transizione più critica: dall’apertura delle gemme fino a quando il frutto si “allega” e diventa abbastanza forte da resistere al rigore dell’estate.

Una risposta all’idea che tutto debba essere disponibile 365 giorni l’anno in quaranta colori diversi. Applichiamo al tuo armadio gli stessi principi che esigiamo per la nostra alimentazione: un rispetto assoluto per i ritmi della natura.

FAQ

Perché un’edizione limitata?

Nella moda convenzionale, l’eccesso di stock finisce per perdere rilevanza (e valore) con il cambio di stagione. Produrre migliaia di capi perché aspettino mesi in un magazzino è esattamente la logica industriale che stiamo mettendo in discussione. Proprio come facciamo con i nostri raccolti — dove raccogliamo i frutti solo quando hanno già una casa assegnata, per evitare che appassiscano in una cella frigorifera — per questo capo abbiamo optato per una produzione iniziale prudente. Se la community risponderà e il modello si dimostrerà sostenibile, aumenteremo il numero di unità nelle prossime stagioni. Il nostro obiettivo non è l’esclusività, ma la scalabilità responsabile: produrre solo ciò che il mondo reale è disposto a indossare, evitando che un capo diventi un rifiuto ancora prima di essere indossato.

Dove viene prodotto e di quali materiali è fatto?

Applichiamo al tuo armadio gli stessi principi della nostra alimentazione: filiere corte, rispetto assoluto per i ritmi stagionali e per la salute dell’ecosistema.

  • Confezionato in Portogallo.
  • 100% cotone biologico certificato GOTS.
  • Stampato con inchiostri certificati OEKO-TEX®.

Qual è la mia taglia?

Sappiamo che acquistare online può generare dubbi, e non c’è niente di più deludente di un capo che non soddisfa le aspettative. Vogliamo che la tua esperienza sia impeccabile come il nostro cotone: puoi scaricare qui la nostra guida alle taglie.

Politica di (NON) Reso:

Se il capo non ti sta come speravi o non soddisfa le tue aspettative, ti chiediamo di cercargli una nuova casa. Regalalo a qualcuno vicino a te che condivida questi valori. Così facendo, eviteremo insieme le emissioni inutili del trasporto e ci aiuterai a diffondere questo messaggio.

Come abbiamo deciso il prezzo?

Abbiamo fissato un prezzo unico per tutta Europa. I nostri costi di spedizione e le tasse non sono uguali ovunque, ma abbiamo deciso di stabilire un prezzo unico per non penalizzare chi vive in zone più remote. Ecco la suddivisione dei 35 € della tua edizione di primavera:

  • 46% — Costo fisso del prodotto: l’importo minimo perché il capo esista. Copre il cotone biologico, la confezione etica in Portogallo, i materiali (carta di riso, semi, cartellini), la spedizione al nostro centro logistico di Museros (Valencia) e la preparazione manuale del pacco.
  • Dal 15% al 53% — Spedizione: è il costo con la variazione più ampia. Se per alcuni paesi riusciamo a contenere il costo a 5 €, per le destinazioni più complesse arriva a quasi 20 €; abbiamo però fissato un prezzo medio affinché la tua posizione geografica non penalizzi il tuo sostegno al progetto.
  • Dal 20% al 25% — Tasse e tecnologie di pagamento: l’IVA varia in base al paese di destinazione, a cui si aggiungono le commissioni della piattaforma di pagamento.
  • 10% — Margine medio di CrowdFarming: il margine non è un utile netto, è ciò che resta dopo aver scontato tutti i costi diretti. Abbiamo scelto un margine ridotto perché il nostro intento è che questa maglietta serva a far conoscere i prodotti di stagione e a sensibilizzare al consumo di prodotti biologici coltivati in aziende agricole régénérative.

Written by Julia Navarro

Julia Navarro

Ehi, sono Julia, illustratrice e designer presso CrowdFarming. Credo fermamente che i più piccoli dettagli raccontino le storie più grandi, e amo usare metafore visive per rendere le idee complesse intuitive e umane. La mia missione è colmare il divario tra la terra e il consumatore attraverso un design che sia tanto potente quanto onesto.

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L’unione fa la forza

Com’è nata l’idea di unirci?Ho conosciuto i fondatori di CrowdFarming, Juliette Simonin e Gonzalo Úrculo, l’anno scorso. All’inizio ci siamo sentiti un paio di volte in videochiamata per parlare delle sfide che stavamo affrontando. Quando ci siamo resi conto di essere allineati su molti punti, Gonzalo mi ha invitato a trascorrere alcuni giorni nella sua azienda agricola, momento in cui abbiamo capito che insieme avremmo potuto avere un grande potenziale.Gonzalo e Juliette hanno una visione molto chiara: diffondere l’agricoltura biologica e rigenerativa grazie alla vendita diretta. Un’altra cosa che mi ha colpito è stata la semplicità con cui la presentano: la vendita diretta permette agli agricoltori di avere rendite migliori, fattore che da loro la possibilità di reinvestire nella produzione di prodotti biologici più nutritivi, con più sapore e che siano un’opzione migliore per i consumatori.  Chi sono i fondatori di CrowdFarming?Due agricoltori, un’economista e un programmatore. Gabriel, Gonzalo, Juliette e Moises hanno fondato CrowdFarming nel 2017 dopo aver lavorato insieme nella produzione e vendita di arance biologiche.Da allora sono riusciti a stabilirsi come leader europeo nella vendita diretta di prodotti biologici: oltre 3 milioni di ordini all’anno che consentono la vendita dei prodotti coltivati dalla loro comunità di agricoltori in Francia, Italia, Spagna e Germania.Su CrowdFarming i consumatori possono adottare un albero in una delle aziende agricole e riceverne il raccolto a domicilio, oppure comprare scatole sfuse di frutta e verdura che viene raccolta su richiesta. La nostra nuova missioneRendere l’agricoltura biologica rigenerativa possibile per gli agricoltori e accessibile per i consumatori.La fusione porta opportunità per tutti: più agricoltori in L’Alveare che dice Sì! e la possibilità per la nostra comunità di comprare frutta e verdura direttamente dai produttori con invio a domicilio su crowdfarming.com.Grazie per far parte della nostra storia.Philippe Crozet, Juliette Simonin e Gonzalo Úrculo

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Gestire un Alveare: l’attivismo green che fa bene ai quartieri

Amate il posto dove vivete? E se sì, perché? Di certo è un privilegio abitare in un luogo che si ama. Può capitare per diverse ragioni: un buon rapporto coi vicini, il baretto sotto casa, le attività ricreative, gli spazi giochi per i più piccoli… o la presenza dell’Alveare di quartiere! Grazie ai Gestori d’Alveare, infatti, ogni settimana possiamo rifornirci di cibo buono in un ambiente rilassato, positivo e aperto a tutti. Ma il cibo è solo un punto di partenza: i Gestori sono dei veri e propri attivisti e i loro Alveari rendono i quartieri dei posti più belli in cui vivere. Seguitemi, vi spiego perché. Il cibo contadino alla portata di tuttiMangiar bene è un diritto di tutti. Ed è grazie al Gestore del mio Alveare se non devo fare mille giri tra cascine, aziende agricole e mercatini domenicali per scovare i miei produttori del cuore. Lui (nel mio caso il Gestore è un lui, anche se il 70% dei Gestori in Europa è donna) li ha selezionati con il cuore, li mette in vendita sul sito, li raduna settimanalmente in un panificio del mio quartiere e mi permette di mangiare prodotti buoni e genuini pianificando la spesa da casa e senza perdere tempo per il ritiro. Grazie a lui il mio food-life balance ringrazia. Ma non finisce qui!Attivisti di quartierePosso dire senza tema di smentita che il mio quartiere è più bello da quando ospita un Alveare. Il Gestore d’Alveare non si limita infatti a consegnare delle spese una volta a settimana, ma ha un ruolo attivo del quartiere, e si adopera insieme ai produttori e alla comunità dell’Alveare per renderlo più vivo, per stimolare le relazioni, e per ideare delle azioni ad impatto sociale positivo. Che sia un incontro con un ambientalista, un aperitivo di beneficenza, una gita dal produttore o una spesa solidale, c’è sempre altro da fare oltre al cibo in Alveare: il Gestore è un vero attivista di quartiere.  Imprenditorialità per il bene socialeQualcuno potrebbe obiettare che il lavoro del Gestore è un’attività imprenditoriale (qualche Gestore ha più di un Alveare e vive di questa attività). Ma chi lo dice che lo spirito imprenditoriale non può stare insieme al bene sociale? I Gestori d’Alveare in tutta Europa ogni giorno fanno qualcosa di concreto per cambiare il loro quartiere. Creano relazioni tra piccoli produttori che fanno partire nuove collaborazioni (la pasta della mia produttrice preferita oggi ha il ripieno della verduraia “vicina di banco” dell’Alveare: che delizia!), riaprono locali commerciali in disuso, creano eventi che animano i nostri pomeriggi (quanto è bello assaggiare la birra artigianale del nuovo produttore con gli amici durante il ritiro della spesa?). Cambiamo il mondo a tavola, un passo per voltaPortare un Alveare in un quartiere ha un impatto economico, sociale e ovviamente anche ecologico. Sappiamo ormai da tempo che i sistemi industriali di produzione, confezionamento e distribuzione degli alimenti generano un terzo delle emissioni di gas serra e causano fino all’80% della perdita di biodiversità (Fonte: United Nations). Per invertire questa tendenza, bisogna agire a livello politico ed economico mondiale. Forse i Gestori insieme ai tanti piccoli produttori di cibo buono, sano e locale in giro per l’Europa non salveranno il mondo, né potranno proporre sempre un modello alimentare perfetto. Ma la perfezione, si sa, è un’utopia. D’altra parte, però, tante iniziative personali, piccole e locali, possono comunque innescare un impatto positivo e di più larga scala. Grazie al mio Gestore anch’io ogni giorno a tavola ho l’opportunità di fare la mia parte. Cerca anche tu l’Alveare più vicino a te e cambiamo il mondo a piccoli passi, insieme! 

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