Pomodorini gialli biologici d'inverno de La Sallentina

2,00 kg/scatola

Pomodorini gialli biologici d'inverno de La Sallentina

2,00 kg/scatola

Acquista direttamente dal produttore. Nessun Intermediario.
Raccolto limitato e stagionale.
Il Farmer non effettua spedizioni (per il momento) nel Paese selezionato:  Stati Uniti
Specifiche
Contenuto della scatola: 1 scatola contiene 2kg di pomodorini gialli biologici d'inverno
Varietà: Pomodorino giallo d’inverno
Pomodorino a bacca piccola rotonda, con buccia spessa quasi sempre di colore giallo che puó virare al giallo scuro o arancione chiaro, polpa soda di color salmone o rosso molto chiaro, sapore non troppo dolce
Avendo una pelle spessa e dura, consigliamo di usare i pomodorini cotti piuttosto che crudi in insalate
Coltivazione biologica certificata dal marchio europeo per l'Agricoltura Biologica dal 2016
I pomodori vengono raccolti in estate e conservati in cassette fino al momento dell’invio; caratteristica di questi pomodori è che non serve conservarli in celle frigorifere grazie alla loro buccia spessa
Alcuni pomodorini potrebbero avere la buccia meno lucida di altri o con alcune macchie: questo è completamente normale, é dovuto al lungo periodo di stoccaggio e al possibile attacco in campo di qualche insetto; non ti preoccupare, non compromette in alcun modo la qualitá del pomodoro e la polpa
Se conservati in un’unica fila in una cassetta, al fresco e lontano da fonti di calore, si possono conservare per diverse settimane
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Guardiano dell'ambiente
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Agricoltore 360
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Niente plastica
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Biologico
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Piccolo agricoltore
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Azienda familiare
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Barbara Borra
Credo che le mie più forti motivazioni provengano dall’amore per la natura e dall’aver scelto un’alimentazione vegetariana sin da piccola. Il mio primo lavoretto che ho sentito “vero” è stato a 14 anni presso una fattoria in provincia di Cremona, dove viveva mia nonna. Attraversavo le strade di campagna con il mio Sì Piaggio per raggiungere vitellini e galline, dato che non mi occupavo di orticoltura ma di animali (a quei tempi desideravo ancora fare la veterinaria). Col tempo ho cambiato aspirazioni e ho così puntato sin dall’università a lavorare all’estero. Sono sempre stata affascinata dalle diverse culture e dalle peculiarità degli altri popoli. Ho lavorato in alcune organizzazioni internazionali, volevo fare parte del mondo della cooperazione e seguire progetti in ambito agricolo o della nutrizione, ma in altri paesi. Poi l’amore (conosciuto all’estero, al Cairo!) mi ha riportata in Italia. Dopo alcuni anni di lavoro all’estero io e mio marito abbiamo sentito il forte desiderio di tornare a casa e di stabilirci in Italia. Abbiamo scelto di investire in provincia di Lecce, vicino al luogo dove lui è nato. Abbiamo acquistato un appezzamento di terra e siamo letteralmente partiti da zero, con poca esperienza nel settore agricolo e pochi mezzi per la coltivazione dei terreni, ma spinti dalla passione e per l’amore della nostra terra abbiamo superato questi ostacoli. Il nostro auspicio non è solo quello di creare nuovi posti di lavoro e coinvolgimento dei giovani in un settore quale quello agricolo che, a causa di alcuni retaggi storico-culturali , viene “denigrato”, ma anche quello di creare una piccola realtà accogliente e funzionale da frequentare per apprendere cosa significa coltivare e mangiare prodotti genuini. Ci tengo sempre a dire che ho vissuto in tanti posti e tante esperienze di formazione e di lavoro diverse e sono tornata alla terra consapevolmente, non perché ‘obbligata’. Certo, la mia scelta ha a che vedere con una forte passione che “si sente dentro”, perché a volte è davvero tosta! In fondo sono molti i lati positivi del lavorare immersi nella natura: produrre ciò che noi per primi mangiamo (compreso il mio piccolo Leonardo di 2 anni) e cercare di fare del bene al nostro pianeta anche se solo nel nostro piccolo, trasmettendo i giusti valori alle nuove generazioni. In campo, con Paola e Ludovica, ci occupiamo della cura dei terreni con la preparazione dei nuovi letti di semina o trapianto. Si trapiantano manualmente tutte le piantine e si curano sin dai primi giorni. Con la mia famiglia ci occupiamo di controllare l’impianto di irrigazione, di stendere il telo pacciamante e delle varie lavorazioni necessarie durante l’anno. Io, oltre a tutte le attività precedenti, mi occupo di organizzare gli ordini, delle consegne a domicilio e della relazione con i clienti. Viviamo in una zona in cui l’agricoltura biologica non è ancora ben compresa e siamo quindi costretti a guardare al di fuori, ad altri mercati, per poter crescere. CrowdFarming, con la sua rete, ci pare una buona via per far viaggiare lontano i nostri prodotti portando il Salento in giro per l’Europa, nelle case dei clienti che ci tengono a nutrirsi con prodotti genuini e fatti con amore.
La Sallentina
L’azienda si chiama La Sallentina. La scelta del nome non è stata facile: siamo un’azienda giovane che non si identificava con un prodotto specifico, pertanto abbiamo guardato alla storia, non solo nostra ma anche del territorio in cui viviamo. A pochi chilometri dai nostri terreni si possono ancora intravedere le carreggiate della Via Sallentina che venivano percorse in età messapica da carri e viandanti ancor prima dell’arrivo dei romani. La Via Sallentina, che collegava Taranto a Santa Maria di Leuca e Otranto, è difatti una prosecuzione della più famosa Via Appia. Inoltre i nostri terreni ricadono nell’agro di Nardò, nella terra d’Arneo, culla di lotte contadine negli anni ’50 del 1900. Siamo nel Salento, conosciuto per il suo bel mare Ionio. I nostri terreni sono a pochi chilometri dalle rinomate spiagge di Porto Cesareo. La campagna salentina è costellata da ettari ed ettari di ulivi ed è disseminata di piccoli arbusti sempreverdi tipici della macchia mediterranea (mirto, corbezzolo), fichi e fichi d’india, carrubi, mandorli e altri alberi da frutto o alberi ad alto fusto (eucalipti, querce). Ci sono anche molte erbe spontanee: fiori che sono anche eduli e verdure selvatiche che si raccolgono nei campi (soprattutto dall’autunno alla primavera) e si consumano tutt’oggi in un tipico pasto salentino (fave e cicorie, foglie selvatiche miste, paparine, asparagi selvatici ecc. …). Attorno a noi abbiamo uliveti (alcuni stanno meglio ed altri peggio) e terreni che da decenni sono di proprietà di pastori per far pascolare le loro greggi. Possediamo circa 6 ettari di uliveto di varietà locali (Cellina di Nardò e Ogliarola Leccese) i cui alberi però sono in evidente stato di sofferenza (causa Xylella), un piccolo frutteto misto di fichi, albicocchi, susini, mandorli e un orto misto di stagione. Favoriamo la biodiversità e gli insetti utili lasciando aree incolte (anche a ridosso dei nostri muretti a secco) perché le erbe spontanee possano continuare ad esistere e a riprodursi oltre che a dar nutrimento e riparo agli insetti (e altri piccoli animali quali lucertole, rospi, serpenti, volpi, falchi, upupa ecc.). Puntiamo sulle varietà orticole locali che ben si adattano a clima e territorio, come ad esempio il fagiolino dall’occhio nero, il peperone cornetto, il pomodoro giallo d’inverno, la cima di rapa e la cicoria di Galatina a seconda della stagione, conservandone i semi di anno in anno. Molte delle varietà in campo sono da seme non ibrido e ogni anno ci dilettiamo in sperimentazioni per capire su quali varietà puntare e da lì iniziare a conservarne i semi. L’acqua per l’irrigazione dei nostri campi proviene da una falda acquifera sotterranea accessibile attraverso un pozzo artesiano autorizzato e pertanto sottoposto ad analisi periodiche. Abbiamo anche una piccola vasca di accumulo dell’acqua piovana sopra il tetto di un locale agricolo. Nei campi usiamo il sistema di irrigazione a goccia per cercare di ridurre al minimo il consumo idrico senza compromettere il benessere delle piante. Il consumo varia molto in base alla coltura peró va dai circa 130 L nelle orticole a qualche migliaio nelle piante arboree. Abbiamo in progetto la realizzazione di un nuovo capannone agricolo e di una nuova vasca di accumulo per il recupero dell’acqua piovana che verrebbe appunto raccolta anche dal tetto del futuro capannone. Noi al momento non abbiamo ancora un impianto fotovoltaico, ma la sua realizzazione rientra nel nostro progetto aziendale multi-funzionale. Sin dalla costituzione della nostra azienda (2016) abbiamo aderito al sistema di controllo biologico certificato da ICEA. Oltre a fare ciò, adottiamo alcune buone pratiche che provengono dall’agricoltura rigenerativa e biodinamica. L’erba, così come le essenze seminate, vengono trinciate e poi interrate tramite un ripuntatore che arieggia il terreno. Nel caso delle erbe infestanti, utilizziamo il telo pacciamante in materiale compostabile sui filari ed esercitiamo l’erpicatura manuale o meccanica. Per la concimazione dei terreni abbiamo prodotto e sperimentato l’utilizzo in campo di preparati e concimi biologici "fatti in casa" con l'uso di lettiera di bosco, lievito, letame, cenere e crusca ecc. Si tratta di autoproduzione a tutti gli effetti di preparati secondo il metodo Bokashi (fermentazione a caldo). In azienda lavoriamo in tre persone in modo fisso. Io, in quanto titolare dell’azienda, sono coinvolta a tempo pieno. Da qualche mese mi affiancano Ludovica e Paola, due giovani donne originarie di due paesi limitrofi ai nostri campi. Ad oggi, ogni anno, ho avuto una nuova squadra nei periodi in cui c’è maggiore lavoro, poiché non è facile continuare a collaborare nel lungo periodo con lavoratori occasionali (diverse aspirazioni, impegni con la famiglia….). Tutti i miei collaboratori, sia quelli fissi che gli stagionali, hanno un contratto che rispetta la normativa vigente. Ogni anno trasformiamo una parte dei prodotti freschi in conserve: i pomodorini datterino, fiaschetto e giallo d’inverno da serbo diventano passata di pomodoro, mentre il datterino viene semiseccato in forno e poi messo sott’olio evo. I resti di potatura possono essere trinciati in campo, così come al termine di una coltura stagionale e, una volta tolto l’impianto di irrigazione, trinciamo le piante orticole. Abbiamo una zona di compostaggio dove stocchiamo eventuali scarti o prodotti che, ad esempio, sono stati rovinati dalle gazze e si sono deteriorati in campo.
Informazioni tecniche
Indirizzo
La Sallentina, Nardò, IT
Altitudine
10 m
La Squadra
3 donne
Dimensione
17 ha
Tecniche di coltivazione
Coltivazione biologica
Sistema d’irrigazione
irrigazione a goccia
Domande frequenti
Che impatto genera il mio acquisto?
Come viaggia il mio ordine?
Che garanzia di acquisto ho?
Quali vantaggi ottengo acquistando direttamente dall'agricoltore?
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