Pesto di finocchietto biologico di Fastuchera

0,76 kg/scatola

Pesto di finocchietto biologico di Fastuchera

0,76 kg/scatola

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Raccolto limitato e stagionale.
Il Farmer non effettua spedizioni (per il momento) nel Paese selezionato:  Stati Uniti
Specifiche
Contenuto della scatola: 1 scatola contiene 0.76kg di pesto di finocchietto biologico
Varietà: finocchietto selvatico
4 x Pesto di finocchietto selvatico biologico (190g, vasetti di vetro)
Elaborato con olio extravergine di oliva e mandorle biologiche coltivate nella nostra azienda
Coltivazione biologica certificata dal marchio europeo per l'Agricoltura Biologica dal 2011
Consistenza cremosa e forte profumo di finocchietto selvatico
Puoi usarlo per condire la pasta o preparare bruschette, perfetto anche per accompagnare piatti di carne o pesce, da aggiungere alla pizza, ai tuoi risotti o per dare un tocco unico ai minestroni
Conservando i vasetti chiusi in un luogo asciutto, fresco (tra 18 e 20°C) e lontano dalla luce diretta del sole il pesto manterrà le sue caratteristiche per massimo 24 mesi; una volta aperto il vasetto, coprire di olio il pesto rimasto e conservarlo in frigorifero dai 7 ai 10 giorni
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Guardiano dell'ambiente
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Niente plastica
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Biologico
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Piccolo agricoltore
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Azienda familiare
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Analisi aggiuntive
Nicola De Gregorio
I miei nonni erano agricoltori e mi hanno trasmesso questa passione fin da quando ero piccolo. Dopo la Prima Guerra Mondiale mio nonno materno Nicola ha passato 40 anni a coltivare cereali, mandorli, un vigneto e un grande orto. All'inizio degli anni '80 questo paradiso venne distrutto e venne destinato alla coltivazione moderna di frumento. Mio nonno paterno Vincenzo invece era calzolaio ma ha dedicato gran parte della sua vita alla coltivazione degli ulivi. Nel corso della sua vita (ha vissuto per quasi 100 anni!) ha acquisito altre terre di cui ora mi occupo io e che cerco di arricchire. Dopo aver studiato Beni Demoetnoantropologici mi sono dedicato alla ricerca sull'alimentazione e le tradizioni agricole siciliane per conto dell'Atlante Linguistico della Sicilia ed ho così riscoperto cereali antichi, conoscenze, tradizioni, tecniche agricole e sapori dimenticati. La mia ricerca ha portato alla pubblicazione di una monografia su questi temi. Durante gli studi mi sono reso conto che l'abbondanza e la biodiversità stavano scomparendo minacciate dai progetti di agricoltura intensiva. Un giorno un trattore passò nei campi vicini spruzzando erbicidi e fu in quel momento che decisi di prendermi cura della mia terra e di liberarla da questi veleni. La storia della mia famiglia e quella della regione mi hanno portato a tornare definitivamente alla terra nel 2010 e a riunire diversi campi di famiglia abbandonati per recuperare, preservare e sviluppare l'agrobiodiversità siciliana, concentrandomi sul grano antico tradizionale. Lavoro quasi sempre da solo ma in alcuni casi, dato che non possiedo veicoli agricoli, mi affido ad appaltatori. A volte, soprattutto durante i periodi in cui c'è più lavoro, mi aiutano anche amici e parenti. É difficile descrivere il mio lavoro quotidiano perchè varia in base al periodo dell'anno: d'inverno decido cosa coltivare e in quale campo e li preparo per la semina; in primavera controllo che le piante stiano bene e taglio via l'erba in eccesso (lavoro che va fatto ogni anno nel caso dei legumi); d'estate c'è la raccolta e mi occupo della conservazione dei legumi e cereali e della macinazione di questi ultimi.
Fastuchera
L'azienda agricola Fastuchera si trova nella Sicilia centro orientale, al nord della provincia di Agrigento, tra i paesi di Cammarata e San Giovanni Gemini. I romani chiamavano questa regione abitata fin dalla preistoria "il granaio dell'impero", mentre al giorno d'oggi è una delle aree socioeconomiche meno sviluppate d'Europa. Dirigo l'azienda dal 2010, quando decisi di tornare a lavorare la terra dei miei nonni, abbandonata da anni. Questi campi sono sempre stati coltivati con frumento, quindi ho deciso di continuare questa tradizione piantando grani antichi della Sicilia. A differenza di altre aziende agricole, Fastuchera non è costituta da un unico e grande appezzamento di terra, ma da vari dislocati nello stesso territorio e distanti l'uno all'altro. Ha un'estensione di 17 ettari, la maggior parte dei quali viene dedicata alla coltivazione di grani antichi (Maiorca, Russulidda e Tumminia), in rotazione con coltivazioni di legumi (ceci, fagioli e lenticchie). Nel resto dei campi crescono più di 400 alberi da frutto siciliani (fichi d'india, ulivi, pere...) che appartengono a varietà in pericolo di estinzione. L'obiettivo è quello di promuoverne la protezione e conservazione, stimolarne la diffusione e la reintroduzione e creare percorsi di apprendimento per le generazioni future. Altre zone invece sono deliberatamente incolte per far in mdo che la flora naturale trasformi il paesaggio in un'esuberante macchia mediterranea, che aiuta a diffondere e ad aumentare la biodiversità. In queste aree si realizzano pochi interventi e per lo più rivolti alla prevenzione di incendi. Cerco di controllare la flora naturale e, quando possibile, di far produrre semi alle specie più rare. Alcuni arbusti silvestri, come l'inula vischiosa o l'artemisia arborea, vengono deliberatamente coltivati nell'uliveto per attrarre gli insetti benefici (in particolare i nemici naturali della mosca dell'olivo) ed allontanare quelli che non lo sono (ad esempio gli afidi). Le varietà di grani antichi che coltiviamo sono state selezionate da generazioni di agricoltori siciliani che ci hanno preceduto e che raccontano nè più nè meno la storia e l'identità della mia terra. Si coltivano in modo naturale, senza ricorrere a nessun trattamento fitosanitario e senza irrigazione. L'azienda ha ottenuto il marchio europeo di Agricoltura Biologica nel 2011. Un elemento simbolico dell'azione di Fastuchera è il "Campo di Conservazione del Germoplasma", creato con i fondi del PSR (Programma di Sviluppo Rurale), una risorsa genetica incredibile che promuove la biodiversità ed è protetta dalla rete Natura 2000. Lavoriamo sul recupero degli alberi siciliani e delle coltivazioni agriculturali quali le pere e le prugne. Lo studio meticoloso delle varietà autoctone e l'abitudine di pulire a mano la terra mi hanno portato a svolgere il ruolo di guardiano della regione, non solo dal punto di vista agricolo, ma anche da quello naturalista. Attraverso questo intervento alcune specie di flora (asfodelo bianco) e fauna (principalmente aracnidi) sono riuscite a ripopolare la zona, aumentando il valore ambientale dell'area. I nostri campi di frumento e legumi vengono irrigati esclusivamente dall'acqua piovana. L'unico campo in cui somministriamo acqua (durante pochi mesi ed anche grazie ai CrowdFarmer) è il "Campo di Conservazione del Germoplasma" e il sistema che usiamo qui ha un serbatoio di raccolta e vari tubi di irrigazione a goccia. Durante la raccolta, che coincide con i mesi più caldi, il grano viene raggruppato in un magazzino e a partire da settembre mi reco a un mulino a pietra quasi settimanalmente per macinarlo. Ogni varietà di frumento ha le proprie caratteristiche organolettiche e scelgo le tecniche di macinazione proprio sulla base di queste ultime per ottenere il tipo di farina che le valorizzi al meglio. Alcune farine sono infatti più adatte per fare impasti, altre per la produzione di pasta. Una parte della farina ottenuta viene impacchettata e preparata per la spedizione, mentre il resto (che rappresenta la quantità maggiore) si inserisce in sacchi più grandi e viene spedita a un laboratorio artigianale col quale collaboro da circa dieci anni e in cui vengono prodotti i diversi formati di pasta. I residui della produzione di grano o di farina vengono destinati a fattorie o a particolari per l'alimentazione animale; una parte dei residui della coltivazione di cereali e legumi si reintegra al suolo o viene immagazzinata come paglia; infine, i resti della potatura vengono usati principalmente per alimentare il nostro forno a legna e la caldaia di biomassa con la quale ci riscaldiamo durante l'inverno. In azienda ci sono anche varie aree di compostaggio.
Informazioni tecniche
Indirizzo
Fastuchera, Cammarata, IT
Altitudine
550 m
La Squadra
1 uomo
Dimensione
17 ettari
Tecniche di coltivazione
Agricoltura biologica
Domande frequenti
Che impatto genera il mio acquisto?
Come viaggia il mio ordine?
Che garanzia di acquisto ho?
Quali vantaggi ottengo acquistando direttamente dall'agricoltore?
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